INTERVISTA A PIPPO SICARI PRESIDENTE DELL’ ASSOCIAZIONE « QUELLI DELLA ROSA GIALLA » DEL QUARTIERE BRANCACCIO

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Mar 8, 2021

LA ROSA GIALLA – IL FIORE PREFERITO DEL BEATO PADRE  PINO PUGLISI

Scritto da : Giovanna Pia Ferrara

Musica, canto, recitazione e danza sgorgano da un’unica fonte, trovano prestanza sulla sommità della cima della creatività, esaltano la beltà, inneggiano alla grandezza dell’etereo. Da dove nasce la sua passione per il teatro e in particolare per il musical?

Abito a Brancaccio da quando avevo 16 anni, mio padre faceva il macchinista delle ferrovie dello stato, a Brancaccio c‘era il deposito locomotive delle ff.ss. Era il 1972 e tra i pochissimi punti di aggregazione, la Parrocchia di San Gaetano Maria SS. del Divino Amore costituiva il riferimento per la maggior parte di bambini e giovani del quartiere . Il parroco era Padre Ignazio Acquisto e con lui organizzavamo tantissime iniziative teatrali, commedie, zecchino d oro, il tradizionale cinema parrocchiale. Una passione pura che per i giovani di quel tempo e significava vivere: amicizia, sogni, emozione, passione legalità e spiritualità.

Tanti anni nell’impegno per i giovani del quartiere per divulgare il messaggio del beato Don Pino Puglisi. Quale messaggio vuole dare ai giovani di oggi?

La Guerra di mafia che ha segnato tempi bui nella nostra borgata ci ha segnati con la paura (si aveva paura pure per andare a comprare il pane e ci tremavano le gambe),tante volte siamo stati costretti a sentire il silenzio della notte squarciato dai colpi di arma da fuoco, pistole e mitra urlavano la loro voce mischiandosi con le sirene di ambulanze e delle volanti che con i loro lampeggianti illuminavano, le perenni strade buie di Brancaccio. Poi l’omicidio di Padre Puglisi ,e quando sembrava tutto perso ci siamo ricordati di cosa eravamo capaci di fare negli anni settanta in parrocchia ed abbiamo cominciato a scrivere storie che poi sono diventate musical che sono serviti a farci conoscere, ci siamo fatti guidare da quello che ci aveva insegnato il Beato Padre Puglisi :                                           « e se ognuno fa qualcosa » . Piano , piano siamo diventati tanti, qualcuno ha iniziato a recitare ,qualche altro a cantare, altri a ballare, a suonare, scenografi , fonici ,sarte, ecc.ecc. cosi le storie dei ragazzi di Brancaccio cominciarono a piacere ma non solo a Palermo, a Catania, a Roma, a Brescia, a Verona a Milano. Già, cercavamo di dimostrare nel nostro piccolo che Brancaccio il nostro quartiere, poteva produrre cultura e non solo criminalità . Migliaia di studenti di tantissime scuole d Italia sono venuti a vedere i nostri musicals in questi vent anni e grazie agli apprezzamenti espressi dalle scuole, scoprire che siamo stati considerati esempi educativi da diverse istituzioni scolastiche e dal Miur del Veneto (2013), forse un piccolo miracolo si è avverato!

In ottemperanza ai DPCM del 3 novembre e del 3 dicembre 2020, sono state introdotte nuove misure urgenti di contenimento del contagio da Covid -19 sull’intero territorio nazionale. In particolare, sono stati sospesi gli spettacoli teatrali e le attività culturali ed artistiche aperti al pubblico fino al 15 gennaio 2021. Ciò ha portato a tanti cambiamenti nell’ambito artistico e nello spettacolo; alla luce delle nuove norme anti-covid – 19 che progetti ha per il futuro?

A marzo 2019 avevamo organizzato « alici contro corrente » un musical interpretato da Bambini In Braille, un associazione di bambini non vedenti e ipovedenti di Brescia con noi gemellata e con la quale collaboriamo da diversi anni. Ebbene, avevamo coinvolto tante scuole di Palermo e lo spettacolo era in sold out. Poi è arrivato il covid, tutto è stato rimandato. Ma non ci siamo fermati, abbiamo cominciato la produzione di mascherine che abbiamo distribuito gratuitamente , abbiamo pure deciso di rinunciare al nostro 5×1000 e malgrado le nostre non felici condizioni economiche abbiamo comprato 5 mila Euro di buoni spesa all ‘Ipercoop e li abbiamo distribuiti a circa settanta famiglie (i nuovi poveri) per sostenerli in questi giorni difficili. Abbiamo registrato il nostro inno « E se Ognuno fa qualcosa », grazie ai nostri artisti , e ne abbiamo fatto uno spot educativo anti covid. Un progetto per l immediato futuro è « Il Giardino dei Talenti », una desiderata scuola di musical informale , qui a Brancaccio, attraverso il consenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

« Ognuno di noi sente dentro di sé una inclinazione, un carisma. Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile. Questa chiamata, questa vocazione è il segno dello Spirito Santo in noi. Solo ascoltare questa voce può dare senso alla nostra vita ». (Beato Padre Pino Puglisi). Come diceva il Beato Puglisi ognuno di noi ha un carisma che ci rende unici, egli ci ha donato il suo insegnamento nell’amore per il prossimo, invitandoci a prenderci cura del fratello che abbiamo accanto; quale messaggio del Beato le ha lasciato un segno indelebile ?

La parrocchia di San Gaetano ha segnato la mia vita . In questa Parrocchia mi sono innamorato, sposato, battezzato i miei figli e benedetto i miei cari defunti. Il senso di lavorare come uomo e come medico per la rinascita di tutta una borgata marchiata a fuoco e additata come capolinea della mafia, mi ha sempre ferito tanto, e non mi è mai sembrato giusto per la tanta brava gente che vive a Brancaccio. Avere conosciuto il Beato Padre Puglisi, avere parlato con Lui, essere stato chiamato assieme a mia moglie dallo stesso poco tempo prima di essere stato martirizzato e sentirsi dire da Lui: « desidererei che tu e tua moglie vi occupiate delle famiglie di Brancaccio », mi ha dato la forza per resistere per più di vent anni , organizzando sempre fra tante difficoltà , eventi che sono stati impensabilmente realizzabili, penso solo perché Padre Puglisi ci è stato vicino.

« Nasci, cresci e vivi » , « Petali nel blu », « Favole , musical e petali danzanti » , « Le onde del grano non sono del mare », « Due zero zero zero » , « Mai più così », « Lady’s show » , « Father Joe » . Dal 1999 tanti musical e spettacoli con tematiche attuali, che hanno caratterizzato il XX° secolo; la shoah, la legalità, l’immigrazione, la pace, coinvolgendo giovani e adulti e soprattutto valorizzando il quartiere Brancaccio dove la cultura, l’arte, la danza, la musica, l’incanto, lo splendore, e l’eleganza sono cristalli di luce, di energia e di vita, in un territorio fecondo e prospero. A quale personaggio storico si ispira per creare tanta bellezza?

Sono stati tutti musical scritti con il cuore, dettati dalle vicende della vita e tratti da eventi ,storie e personaggi realmente esistiti. Abbiamo cercato di emozionare, di fare sognare, riflettere , sperare abbiamo fatto commuovere ed abbiamo fatto sorridere. Nel musical          « Father Joe » , mi ero inventato un personaggio che si chiamava zio tempo che era il fratello minore di Dio ed era napoletano. Non uno ma tanti personaggi incontrati nella vita, negli ospedali, per la strada, persone ,mamme , papà , figli, nonni, studenti, disoccupati , preti, ex preti e tanti altri. Ognuno di loro anche senza essere personaggio storico (ma questo non lo sappiamo), ha ispirato le nostre storie.

Nell’antico Medio Oriente la rosa gialla era associata alla sapienza, alla felicità, alla gaiezza e alla cordialità. Si narra che il profeta Maometto si rivolse all’Arcangelo Gabriele per capire se la sua amata Aisha lo ingannava sul loro amore. Per accertarsi della sua vericità l’Arcangelo suggerì a Maometto di aspergere le rose nell’acqua, se fossero mutate nel colore, i suoi sospetti sarebbero stati fondati. Nel momento in cui Maometto rientrò a casa, la sua amata Aisha gli donò delle rose rosse, lui le ordinò di immergerle nel fiume, le rose cambiarono colore e diventarono gialle. « Quelli della rosa gialla » è il nome della Sua associazione che significato ha questo nome e perché tale scelta?

Nel dicembre 1999 dovevamo rappresentare il nostro primo Musical « Due zero zero zero » che parlava di droga e di rapporti genitori /figli. Una storia vera dove il ragazzo protagonista alla fine di una storia difficile con la madre avrebbe deciso se continuare a drogarsi o scegliere la vita e la liberazione dalla droga. Alla fine del musical il giovane decide di scegliere la vita, alza verso il cielo le braccia mentre sorregge delicatamente con pollici e indici delle due mani una rosa gialla. La sceneggiatura prevedeva che il ragazzo nell ultima crisi di astinenza , avesse in visione il Cristo che gli faceva vedere il suo futuro con la droga e senza la droga. Dal punto di vista teatrale in questa scena il Cristo lasciava una rosa gialla ai piedi del ragazzo che svegliatosi dal sogno la vede , la prende e la alza al cielo per indicare la sua scelta. Quella rosa a noi laveva regalata il fioraio e non era importante che fosse gialla, rossa, bianca. Per noi una rosa valeva l altra. Ma il destino ha voluto che fosse gialla. Il giorno seguente Giovanna Muratore ex perpetua e collaboratrice del Beato Padre Pino venne da me e mi disse : « Pippo , ma lo sai che il fiore preferito di padre Puglisi era la rosa gialla? » . Da qui nasce la volontà di denominare la nostra Associazione, non lo abbiamo scelto noi, « Quelli della Rosa Gialla ».

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