27 gennaio : « Giornata della Memoria »

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Ogni anno il giorno 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, istituita con Risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria Trattasi di una ricorrenza importante, in occasione della quale vengono ricordate le vittime dell’” Olocausto”, ovvero del genocidio compiuto dai nazisti contro ebrei, gay, rom, disabili, prigionieri di guerra, massoni e di chiunque altro essere umano considerato un nemico da annientare. La scelta di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio è motivata poichè in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’ offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Celebrare la giornata della Memoria è un atto doveroso di tutti i cittadini di qualunque nazione, di tutta l’umanità , per commemorare le vittime di quelle atroci violenze, diffondere la conoscenza dei tragici eventi, ricordare i preziosi valori dell’ uguaglianza, della fratellanza e della solidarietà e soprattutto fare in modo che simili atrocità ed orrori non si ripetano mai piu’ nella storia dell’umanità. Per questa giornata da ricordare pubblichiamo la poesia della poetessa prof.ssa Margheria Novi Neri .

” SHOAH”
27 GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA

Dov’eri Signore…

Quando agli spari di cannone rispondeva l’urlo agghiacciante di morte,
mentre il dolore dilagava e le madri non avevano più lacrime,
non avevano più cuore, non avevano più nulla cui aggrapparsi.

Dov’eri Signore…

Quando il pianto degli orfani risuonava nel silenzio
rotto dal rombo di caccia bombardieri
e i sogni venivano infranti dalla violenza,
dall’orrore, dalla sete di potere
conquistato con sangue innocente.

Dov’eri Signore…

Quando gli occhi vedevano intorno solo distruzione,
rovine, desolazione, giardini di pietra circondati da filo spinato,
fantasmi di case bruciate, castelli di sabbia dissolti,
brandelli di gioie passate, il tempo dei giochi finito dentro un pigiama a righe,
teatro spettrale d’immane tragedia.

Dov’eri, mentre mani, sì, mani pietose
erigevano croci su cumuli di terra,
tombe senza fiori, tombe senza nome, segnate da numeri,
vite strappate alla vita.

Dov’eri, mentre in tanti venivano trucidati,
i loro corpi torturati, martoriati,
l’innocenza macchiata, insanguinata,
avvolta nel nerofumo delle fornaci,
gli occhi elevati a Te, imploranti perdono per i carnefici,
giustizia e verità per non dimenticare…

Perdonami Signore, per aver dubitato,
so che eri lì, mentre le tue lacrime bagnavano la terra
che germogliava semi di speranza, pace e libertà.

di Margherita Novi Neri

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