Gloria Fu Keh e i suoi meravigliosi dipinti colmi di preghiera

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Scritto da :  Maria Concetta Cefalu’

Si svolgerà  a Taipei City, dall’01 al 30 aprile p.v.  presso presso l’Art Gallery of Tri-Service General Hospital 2F, No.325, Sec.2, Chenggong Rd., Neihu Dist., Taipei City, 114202, a  TAIWAN ( R.O.C.) la mostra personale della famosa pittrice internazionale Gloria Fu Keh . La mostra curata da Wu Hui -Lien è organizzata dal World Cuture Exange and Commerce Association, WCEA  世界文創產學經貿協會 , e sarà disponibile al pubblico dal lunedì al venerdì  dalle 09:00 alle 17:00 ed il sabato  dalle 09:00 alle 12:00 .

Gloria Fu  Keh
Gloria Fu  Keh,  vive  a Singapore . Ha partecipato a più di 100 mostre e vinto piu’ di  18 premi artistici internazionali. Gloria Keh è figlia d’arte ed  ha iniziato a dipingere durante l’infanzia. Il suo defunto padre Martin era  un pittore ad olio ed  è stato il suo primo insegnante d’arte. Ha studiato mandala art e simbolismo presso la Theosophical Society di Melbourne, in Australia, per oltre 10 anni e ha seguito un breve corso di specializzazione in  arteterapia presso  La Salle Art College di Singapore. Gloria Fu  Keh  ha studiato pittura ad olio con P. Gnana di Gnani Arts a Singapore, e  la pittura acrilica sotto l’occhio vigile del suo mentore, Gregory Burns. Nel 2008, Gloria ha fondato Circles of Love, un programma di beneficenza senza scopo di lucro, al fine di utilizzare il suo dono artistico  al servizio dell’umanità. Ha partecipato a oltre 100 mostre d’arte in tutto il mondo , tra queste :  Art Expo di  New York,  Shanghai Art Fair, Affordable Art Fairs a Hong Kong e Singapore, Art Basel Red Dot Miami, Contemporary London, Paris Art Fair 2021, Tokyo International Art Fair 2021 e diverse biennali in Italia e il MEAM di Barcellona. Le sue opere sono acquistate  da collezionisti a Singapore, Malesia, India, Sri Lanka, Indonesia, Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Svizzera, Italia, Russia e Stati Uniti. Membro della International Culture & Arts Federation (ICAF). L’artista  ha ricevuto l’Andrea Mantegna International Prize Award nel 2017, in concomitanza con la Mantova Biennale of Contemporary Art, a Mantova, in Italia. Ulteriori notizie al sito internet  : https://www.gloriakeh.com

Il nostro giornale ha intervistato la pittrice Gloria Fu  Keh

Gloria Fu Keh grande artista di Singapore cresciuta in una famiglia di artisti e figlia d’arte in quanto suo padre Martin Fu, era un pittore ad olio, amante della musica classica e dell’opera europea. Quando ha iniziato a dipingere? e qual è il più’ bel ricordo di suo padre?

Ho iniziato a dipingere quando ero bambina. Intorno ai cinque anni. Ricordo di aver visto mio padre dipingere una natura morta dei miei giocattoli: un piccolo pianoforte di legno rosso e una bambola di pezza economica. E lui che mi spiegava che come artisti dobbiamo amare ciò che dipingiamo, e io che dicevo perché allora amava i miei giocattoli? La sua risposta fu che mi amava e quindi amava ciò che era prezioso per me. Il suo amore è stato molto incondizionato fino alla sua morte.

A quale corrente artistica si ispirano le sue opere?

Sono più un artista espressionista astratto, ma mi piace dipingere in chiave contemporanea. Non seguo le regole. Vivo in un paese con abbastanza regole. Sono cresciuta in una casa in cui mia madre governava con mano di ferro e aveva regole molto rigide, era severa e stabiliva tutte le regole di casa nostra. Quindi nell’arte trovo la mia libertà. Faccio le mie regole nell’arte. Detto questo amo Picasso, Klimt e Rothko. Apprezzo i vari movimenti e mi ispiro al defunto pittore francese di arte nera, Pierre Soulages.

Vasilij Kandinskijin nel suo saggio di estetica, pubblicato nel 1923 e che ancora oggi costituisce un imponente contributo all’analisi tecnico pittorica dal titolo : Punto, linea, superficie , scrive :«L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.» Qual è il messaggio che lei vuole comunicare con la sua arte per il futuro?

Le mie opere sono le mie meditazioni, le mie preghiere dipinte. La maggior parte delle mie opere ha un contenuto spirituale, ma c’è anche un lato divertente nella mia arte e ogni tanto sarò costretta a dipingere qualcosa di cattivo e stravagante. Spero che la mia arte attiri le corde del cuore dello spettatore e lo faccia pensare, mettere in discussione, persino in disaccordo con ciò che pensa  e con ciò che io stia cercando di esprimere. Almeno c’è una reazione, anche di antipatia. Siamo tutti diversi e la reazione a qualsiasi arte dipende molto dallo stato attuale delle menti degli spettatori al momento della visione  o dell’ascolto dell’opera.  Spero anche  la mia arte  possa essere un mezzo per aiutare chi ne ha bisogno nel proprio  processo di guarigione, e che  nel mio lavoro lo spettatore possa vedere la bellezza. Penso che  la bellezza in sé è una forma di guarigione.

Come la musica si esprime con le note, così la pittura si esprime con i colori. Qual è il colore che meglio la rappresenta e, allo stesso tempo, che esprime il suo mondo interiore più degli altri colori?

Nero. Per me il nero è il bianco. Il nero è tutti i colori. Se si  divide una luce bianca attraverso un prisma e si  osservano i sette colori dell’arcobaleno. Se  si combinano tutti quei sette colori  da essi  si dispiega un bel nero. Il nero è il colore del vuoto. E secondo me Dio, si  esprime con una parola migliore ovvero ” il Principio Creativo”  è uscito dal Vuoto. Il Vuoto ha sempre avuto un grande fascino per me.

Le sue opere nascono prima nel cuore e poi nella mente o viceversa?

Dipingo per intuizione. Sono solo un servitore della pittura che come diceva Picasso è molto più potente dell’artista. Faccio sempre un rituale, onorando la tela, ungendola con la vernice prima che inizi il dipinto vero e proprio. Credo nella benedizione del dipinto. Tengo solo il pennello e prendo istruzioni e guida dal mio cuore e dalla mia anima. Poi devo pulire, come fanno i domestici. L’intuizione è il Maestro, l’insegnante, il pittore. E poi, come dice mio marito, deve pagare tutti i miei conti d’arte perché il pittore invisibile non ha dettagli di contatto. Questo è il motivo per cui, a meno che il curatore non lo chieda, raramente firmo i miei dipinti sulla parte anteriore. Preferisco e firmo sul retro della tela. Il dipinto è arrivato attraverso di me, io sono il suo canale, il suo mezzo.

Lei ha mai dedicato qualche sua opera ad una persona cara?

Dal momento che non guadagno nulla dalle vendite delle mie opere, dipingo e come tale dedico alcune opere a mio marito, e agli  amici. Come i regali. La persona a cui ho maggiormente dedicato le mie opere d’arte, i miei libri d’arte è la mia defunta insegnante di mandala Georgina Fode di Melbourne, in Australia. Ho anche dedicato il mio artbook e i miei commenti sulle 10 Ox Herding Pictures, ad un insegnante Zen, e alla defunta Joy Mills della Theosophical Society di New York.

Dal 1 aprile al 30 aprile 2023 a Taipei City nello stato di Taiwan si svolgerà la sua mostra personale dal titolo ” Sadhana”. qual è il significato della parola Sadhana e perché l’ha scelta come titolo della sua esposizione personale?

Sadhana significa una pratica spirituale personale in sanscrito. Le mie opere sono le mie preghiere dipinte. Tutti i 15 dipinti che esprimono le componenti e le emozioni associate alla propria pratica, sono stati donati agli organizzatori di Taiwan, che è una fondazione di beneficenza.

Lei è nata e cresciuta con la religione cattolica, in seguito ha studiato prima arte mandala e simbolismo per oltre 10 anni a Melbourne, in Australia, e successivamente con il dalai lama e con i monaci indiani vedanta. Qual è un nesso che sussiste tra le sue opere d’arte e la sua dimensione spirituale?

Sì, la mia defunta madre era una cattolica molto pia, quasi fanatica. Mi ha cresciuta e quindi sono stata educata alla religione cattolica. Sebbene una delle mie preghiere preferite sia ancora la preghiera del Signore, oggi credo solo nella semplice Unità. Come ha detto il Dalai Lama, quando gli è stato chiesto quale fosse la sua religione: ha risposto che la sua religione è la gentilezza. Anch’io lo credo e faccio del mio meglio per praticare la meditazione ” metta ” ovvero della gentilezza amorevole. “Metta” che significa appunto gentilezza amorevole, e quindi gentilezza amorevole verso tutti. Direi che non è proprio una meditazione, ma vivere con consapevolezza acuta e costante la propria una vita meditativa. Il buddismo non è una religione, è uno stile di vita. Non vedo alcuna utilità nell’invocare gli dei o i santi, quando dopo l’adorazione si è meschini, disonesti e irrispettosi. Una volta ho partecipato ad un vedanta satsang, un raduno spirituale, e un devoto ha chiesto al monaco quale fosse il mantra vedico più potente che avrebbe dovuto cantare. Il monaco ha detto che non c’era bisogno di potenti mantra da manuale – basta esercitarsi a dire quattro semplici mantra: grazie, mi dispiace, perdonami e per favore. La maggior parte delle persone trova questi quattro mantra difficili da pronunciare. Disegno e dipingo quasi ogni giorno, anche sugli aeroplani, quando ero ricoverata in ospedale, e sui mezzi pubblici. Quindi prego, medito molto e molto spesso , le mie opere d’arte sono come dei diari d’arte, e dipingo sul retro di un tovagliolo del ristorante o su un’enorme tela, è li ci sono tutte le mie preghiere dipinte.

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