A Roma – Palazzo Valentini la conferenza internazionale dedicata alla ” Giornata Nazionale per le Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel mondo”

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Nella foto l’ Ambasciatore UNHRC Prof.re Gennaro Ruggiero

Scritto da : Maria Concetta Cefalu’

Si svolgerà oggi 18 gennaio 2024 a Roma alle ore 15.00 presso Palazzo Valentini a Roma un importante conferenza internazionale di pace dedicata alle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo . La conferenza patrocinata da istituzioni ed enti internazionali vuole commemorare la ” Giornata Nazionale per le Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel mondo”, istituita Il 18 gennaio 2017 e che si celebra ogni 1° febbraio. L’importante iniziativa organizzata da Area Cultura con l’UNHR Council Italia, l’Organizzazione Internazionale per lo sviluppo delle Relazioni Diplomatiche, il Comitato Internazionale Cooperazione Sviluppo e l’Istituto per la Cultura Italiana, vuole essere un mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di promuovere la pace e garantire la sicurezza dei civili durante i periodi di conflitto. L’obiettivo principale della conferenza è quello di sottolineare la cruciale importanza di preservare la vita e l’incolumità dei civili in situazioni di guerra, assicurando al contempo il passaggio sicuro degli aiuti umanitari.

Il nostro giornale ha intervistato il Prof.re Gennaro Ruggiero, Ambasciatore UNHR Council/OIRD, Presidente dell’ Istituto per la Cultura Italiana, Segretario Generale del Centro Studi Parlamentari, Direttore UPEM Università Popolare Euro Mediterranea.

La Legge 25 gennaio 2017, n. 9 (pubblicata sulla G.U. Serie Generale n.36 del 13-2-2017) Istituzione della giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo all’articolo 1 recita:
“La Repubblica riconosce il giorno 1º febbraio di ciascun anno quale «Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo», al fine di conservare la memoria delle vittime civili di tutte le guerre e di tutti i conflitti nel mondo, nonché di promuovere, secondo i princìpi dell’articolo 11 della Costituzione, la cultura della pace e del ripudio della guerra. Le chiedo: quali potrebbero essere oggi nell’era dell’intelligenza artificiale i mezzi per promuovere la cultura della pace e il ripudio della guerra?

Nell’era dell’intelligenza artificiale, i mezzi per promuovere la cultura della pace e il ripudio della guerra potrebbero includere:
comunicazione e sensibilizzazione: utilizzare piattaforme digitali e social media per diffondere messaggi di pace, sensibilizzare sulle conseguenze della guerra e promuovere la comprensione tra le diverse comunità. Educazione: Integrare l’educazione sulla pace e sulla risoluzione dei conflitti nei programmi scolastici, utilizzando strumenti digitali interattivi e risorse online per coinvolgere gli studenti.
Collaborazione Globale: sfruttare la tecnologia per facilitare la collaborazione e il dialogo tra persone di diverse culture e nazioni, incoraggiando progetti collaborativi che promuovano la pace.
Big Data e Analisi Predittiva: utilizzare analisi avanzate per identificare potenziali aree di tensione e adottare strategie preventive basate sui dati per evitare conflitti.
Diplomazia Digitale: impiegare la diplomazia digitale per facilitare il dialogo tra governi e organizzazioni internazionali, utilizzando strumenti tecnologici per negoziare accordi e risolvere dispute.
Intelligenza Artificiale per la Pace: utilizzare algoritmi e intelligenza artificiale per sviluppare soluzioni innovative e strategie non violente per risolvere i conflitti.
Progetti Tecnologici Collaborativi: finanziare e promuovere progetti tecnologici che mirano a migliorare la vita delle persone nelle regioni colpite dai conflitti, contribuendo alla ricostruzione e al miglioramento delle condizioni di vita.
Monitoraggio dei Diritti Umani: utilizzare la tecnologia per il monitoraggio continuo dei diritti umani, raccogliendo dati su violazioni e agendo come strumento di responsabilità.
L’integrazione di tecnologie avanzate può contribuire in modo significativo alla promozione della pace, ma è essenziale garantire che queste applicazioni rispettino i principi etici e i diritti umani.

La guerra è uno strumento di conflitto tra stati sovrani, come si potrebbe evitare il coinvolgimento delle popolazioni civili durante le guerre e i conflitti, le sofferenze indicibili inflitte alle popolazioni, e il dramma di subire ingiustamente una guerra?

Per evitare il coinvolgimento delle popolazioni civili durante le guerre, si potrebbe promuovere:
Diplomazia Preventiva: investire in sforzi diplomatici per risolvere le tensioni internazionali prima che si trasformino in conflitti armati.
Trattati Internazionali: Rafforzare e rispettare i trattati internazionali che vietano l’uso indiscriminato di armi e proteggono i diritti umani durante i conflitti.
Educazione alla Pace: promuovere programmi educativi che insegnino la risoluzione pacifica dei conflitti e il rispetto reciproco.
Responsabilizzazione Internazionale: creare meccanismi internazionali efficaci per indagare e perseguire coloro che commettono crimini di guerra, garantendo responsabilità e giustizia.
Mediazione Neutrale: favorire la mediazione di terzi paesi o organizzazioni neutrali per risolvere dispute senza ricorrere alla violenza.
Difese Antimissile e Cybersecurity: investire in tecnologie di difesa avanzate per proteggere le popolazioni civili da attacchi e minacce, inclusi quelli cibernetici. Sensibilizzazione Globale: Creare consapevolezza globale sulle conseguenze devastanti delle guerre, incoraggiando una cultura di pace e sostenendo l’opposizione alle azioni belliche ingiustificate.
Aiuti Umanitari: potenziare gli sforzi umanitari per assistere le popolazioni colpite dalla guerra, garantendo accesso a cibo, acqua, cure mediche e rifugi. Tecnologie per la Prevenzione: Utilizzare tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, per identificare precocemente le situazioni a rischio e adottare misure preventive. Leadership Globale Responsabile: Promuovere una leadership globale responsabile che si impegni attivamente per la pace e la cooperazione internazionale anziché il confronto bellico.

I civili sono oggi diventati bersaglio delle guerre contemporanee.
Molti civili diventano combattenti, c’è chi perde la vita purtroppo, ma ci sono coloro che restano in vita, o riescono a fuggire, ma tutti vivono lo stesso trauma della guerra per tutta la vita, a causa delle privazioni di acqua, di cibo, di elettricità, di riscaldamento, dei mezzi per comunicazione. I civili subiscono condizioni traumatiche di paura e terrore dei bombardamenti con profonde conseguenze sulla loro salute mentale, soprattutto in termini di depressione, ansia e disturbi da stress post traumatico. Secondo Lei come dare voce ed un aiuto maggiore oggi alle vittime civili dei conflitti?

Per dare voce ed un aiuto maggiore alle vittime civili dei conflitti oggi, forse in alcune cose mi ripeto, ma è essenziale:
Aumentare l’Aiuto Umanitario: incrementare gli sforzi internazionali per fornire assistenza umanitaria immediata, inclusi cibo, acqua, cure mediche e rifugi.
Promuovere la Consapevolezza Globale: sensibilizzare l’opinione pubblica globale sulle sofferenze dei civili in conflitto, incoraggiando azioni e sforzi per alleviare il loro dolore.
Proteggere i Diritti Umani: impegnarsi per proteggere i diritti umani durante i conflitti, assicurando che violazioni vengano documentate e perseguite a livello internazionale. Accesso ai Servizi Psicologici: Garantire l’accesso a servizi psicologici e supporto per affrontare le conseguenze mentali dei traumi legati alla guerra. Mediazione e Risoluzione Pacifica: favorire la mediazione e la risoluzione pacifica dei conflitti, riducendo così l’impatto sui civili.
Interventi Tecnologici: utilizzare la tecnologia per migliorare la comunicazione e agevolare l’accesso a risorse essenziali, come informazioni su sicurezza e assistenza umanitaria.
Educazione alle Emergenze: implementare programmi educativi che insegnino alle comunità come affrontare situazioni di emergenza e ridurre i rischi durante i conflitti.
Partecipazione Femminile: promuovere la partecipazione attiva delle donne nelle decisioni relative alla gestione delle crisi e alle politiche umanitarie, riconoscendo il ruolo fondamentale che svolgono nella ricostruzione post-conflitto.
Impegni Internazionali Duraturi: assicurare che gli impegni internazionali per la protezione delle vittime civili siano rispettati e rafforzati. Sostenere Organizzazioni Umanitarie: Sostenere finanziariamente e logisticamente organizzazioni umanitarie che lavorano sul campo per assistere le vittime civili e mitigare i danni causati dalla guerra.

Com’è notorio il ruolo dei media nei conflitti assume un’importanza rilevante, come vede il loro operato?
Il ruolo dei media nei conflitti è cruciale, influenzando l’opinione pubblica e la percezione del conflitto. L’operato dei media può essere sia positivo, contribuendo alla trasparenza e all’informazione, che negativo, amplificando disinformazione e polarizzazione. La responsabilità etica e l’accuratezza nella copertura sono fondamentali per garantire un ruolo costruttivo dei media nei contesti bellici.

Gli scenari bellici oggi non sono piu’ quelli di una volta che vedevano l’utilizzo solo di armi, purtroppo le nuove strategie belliche colpiscono le infrastrutture digitali, utilizzano piani e tattiche informatiche e cyberattacchi.
Le chiedo: quali sono i confini etici e legali della guerra di oggi?

I confini etici e legali della guerra contemporanea sono sfidati dall’uso crescente di cyberattacchi e strategie informatiche. La comunità internazionale sta ancora definendo norme e regolamentazioni per affrontare le minacce digitali, compresi gli aspetti legati alla privacy, alla neutralità della rete e alla protezione delle infrastrutture critiche. La sfida consiste nel conciliare il diritto internazionale esistente con le dinamiche della guerra digitale, garantendo il rispetto dei diritti umani e la stabilità internazionale.

Molte organizzazioni internazionali sono impegnate a promuovere la pace e garantire la sicurezza dei civili durante i periodi di conflitto, nella sensibilizzazione degli stati sui temi della protezione dei civili nei conflitti armati e di assistenza alle vittime. In qualità di Ambasciatore UNHRC e OIRD-CD come state operando in merito?
Io sono un Ambasciatore di Pace e Diritti Umani e cerco di promuovere la sensibilizzazione globale sulla protezione dei civili durante i conflitti, lavoro con i miei colleghi in tutto il mondo per coinvolgere gli stati in iniziative pacifiche, sostenere l’assistenza alle vittime e collaborare con organizzazioni internazionali per rafforzare la tutela dei diritti umani in zone di conflitto., anche attraverso le manifestazioni che coinvolgono tutti gli strati della società civile, religiosa di ogni credo, istituzioni, artisti, professionisti e i cittadini tutti. Come per esempio la Conferenza Internazionale di Pace dedicata alle vittime civili delle guerre organizzata questo 18 gennaio a Roma con Area Cultura, e altre importanti organizzazioni.

Secondo Lei qui in Italia cosa si puo’ fare per aiutare a sensibilizzare contro la guerra, contribuire a stabilire la pace nei paesi dove adesso c’è la guerra?
Alcune cose le ho già dette, e hanno per me valore universale, ma le ribadisco volentieri, e quindi in Italia, si possono promuovere iniziative di sensibilizzazione contro la guerra attraverso:
partecipazione a organizzazioni: sostenere organizzazioni pacifiste e umanitarie.
Educazione: promuovere l’educazione alla pace nelle scuole e nella società.
Eventi e Conferenze: organizzare eventi per discutere della pace e delle sue sfide.
Media e Comunicazione: utilizzare i media per diffondere messaggi pacifici e informazioni equilibrate.
Diplomazia Popolare: coinvolgere la società civile nella promozione della diplomazia e della risoluzione pacifica dei conflitti.
Aiuto Umanitario: contribuire a progetti umanitari per assistere le vittime delle guerre.
Advocacy: esercitare pressioni sui rappresentanti politici per promuovere politiche pacifiche.
Dialogo Interreligioso: favorire il dialogo tra diverse comunità per promuovere la comprensione e la cooperazione. Mobilitazione Online: utilizzare i social media per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico.
Ricerca e Analisi: sostenere la ricerca e l’analisi per comprendere le cause dei conflitti e promuovere soluzioni pacifiche.

La conferenza internazionale di pace dedicata alle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, si svolgerà oggi 18 gennaio 2024 a Roma alle ore 15.00 presso Palazzo Valentini a Roma.

Partecipanti
Parteciperanno all’importante evento umanitario studiosi rappresentanti di istituzioni religiose senza distinzione di credo, figure delle istituzioni politiche, esperti di criminologia e geopolitica, psicologi, sociologi e operatori umanitari. In particolare, la presenza di rappresentanti religiosi mira a coinvolgere le comunità di fede nella promozione della pace, incoraggiando il dialogo interreligioso come strumento di comprensione reciproca e cooperazione. L’inclusione di psicologi e sociologi sottolinea l’importanza di affrontare le conseguenze emotive e sociali dei conflitti sulla popolazione civile, contribuendo così a sviluppare strategie di supporto psicologico e sociale. Infine, la partecipazione di operatori umanitari evidenzia la necessità di coordinare gli sforzi per garantire la distribuzione efficiente degli aiuti alle comunità colpite.

Programma
La conferenza intende promuovere una visione olistica e collaborativa per affrontare le sfide legate ai conflitti, unendo diversi settori della società per lavorare insieme verso la costruzione di un mondo più pacifico e sicuro. Ad aprire i lavori Desirèe D’Amuri francavillese che proporrà in musica alcuni inni di pace , cui seguiranno i saluti del Presidente di Area Cultura Dr.ssa Angelica Loredana Anton, del Consigliere On. Antonio Giammusso, e l’introduzione
ai lavori dell’Ambasciatore UNHRC Prof. Gennaro Ruggiero.

Relatori
Interverranno in qualità di relatori:
On. Fabrizio Santori – Consigliere e Segretario d’aula Assemblea Capitolina – Ambasciatore di Pace World Literary Forum for Peace and Human Rights (WLFPH);
Dr. John Crisci – già direttore del WFP – ONU autore dell’opera The HUNGER crime;
On. Giovanna Miele – Parlamentare della Repubblica Italiana
Dr.ssa Antonella Betti – Ambasciatrice itinerante OIRD/CD e Presidente Help & First Minori e famiglie
Prof. Pino Pelloni – Scrittore e storico dell’ebraismo. Membro della Comunità reformer Beth Hillel.
On. Erica Mazzetti – Parlamentare della Repubblica Italiana
Dr. Paolo Bragagna – Ambasciatore I.H.R.O./UNHRC EUROPA
On. Simona Baldassarre – Assessore Regione Lazio
Parabhakti – ISKCON “Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna” responsabile nazionale del dialogo interreligioso
Dr. Mario Francesco Ioppolo – Ambasciatore itinerante OIRD/CD
Sua Beatitudine Filippo Ortenzi – Metropolita d’Italia, sulla Chiesa Ortodossa Italiana
Dr. Giovanni De Ficchy – Criminologo, Giornalista ed Esperto di Geopolitica
Dr. Marialetizia Proia – Psicologa e Psicoterapeuta
Dr. Mimmo Muolo – Giornalista de “L’Avvenire”
Monsignor Jean-Marie Gervais – Chiesa Cattolica – Prefetto Coadiutore del Capitolo Vaticano – Pres. Tota Pulchra
Avv. Rosaria Salamone – Tutela delle vittime e garanzie per i sopravvissuti
Dr. Andrea Viscardi – Giornalista direttore Progetto Italia News – Presidente del Centro Studi Parlamentari
Dr. ssa Sara Spoletini – Sociologa – Esperta di sociologia dei processi sociali
Dr. Abdellah Redouane – Segretario generale della Grande Moschea di Roma
Imam Nader Akkad – Imam, per il dialogo interreligioso
Sig. Assem Migahed –  Segretario dell’Imam
M° Lobsang Sherap – Soka Yoga – Buddisti
Dr. Alessio Iannucci – Pres. Fondazione Cavalieri Hospitalieri di San Camillo
Sua Eminenza Reverendissima Luis Miguel Perea – OAC  Vescovo ORDINARIO Anglican Episcopal Church of Europe
Dr. Virgilio Violo – Giornalista – Presidente Free Lance International Press

 

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