” Oltre le apparenze” per un mondo migliore!

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Scritto da : Maria Concetta Cefalu’

Un importante rappresentazione teatrale presso l’Istituto Comprensivo Statale ” Rita Borsellino” per l’educazione alla non discriminazione e all’uguaglianza

Si svolgerà oggi 27 maggio p.v. presso l’Istituto Comprensivo Statale ” Rita Borsellino” dalle ore 17.00 alle 18.00, negli spazi esterni del plesso Ferrara, la rappresentazione teatrale dal titolo “ Oltre le apparenze ”, contro i pregiudizi, gli stereotipi, il razzismo, le disuguaglianze, le diversità, le disparità di trattamento.

Il progetto
Il progetto teatrale ideato e realizzato a cura delle docenti dell’Istituto Comprensivo Statale ” Rita Borsellino”  le prof.sse Licia Andaloro e Maurilia Rizzotto prende spunto dall’ultimo libro pubblicato dalla fumettista italo-tunisina Takoua Ben Mohamed , la grafic novel dal titolo ” Il mio migliore amico è fascista” , edito da Rizzoli. Un racconto del vero vissuto dell’autrice arricchito da riflessioni e spunti che invitano ad guardare il prossimo, a partecipare emotivamente ed immedesimarci agli altri, per lottare contro le discriminazioni di qualunque genere, per costruire sin da piccoli un mondo migliore.

Alla Prof.ssa Lucia Carmela Sorce Dirigente presso la scuola secondaria l’I.C.S. “Rita Borsellino” abbiamo chiesto : cosa ne pensa di questo nuovo progetto teatrale?

Sono molto contenta di questa iniziativa delle docenti, sarà una bella sorpresa come le altre. Sono certa che in assetti di questi tipo, alcuni alunni che di norma si defilano, che di norma sono più distratti o sono apparentemente più svogliati, saranno protagonisti, poiché in situazioni di questo tipo ognuno può anche trovare la propria parte, anche se fosse una semplice battuta. Approvo pienamente queste tipologie progettuali artistiche, esse costituiscono canali che consentono attraverso la drammatizzazione di filtrare messaggi di alto valore etico e socio – educativo con un linguaggio che arriva più facilmente ai ragazzi.

Al di la di questa specifica attività teatrale, in questo momento storico post pandemico , quale altra metodologia può contribuire secondo Lei a creare concreti approcci di socializzazione , di coesione, di integrazione all’interno delle scuole ?
Ritengo che l’approccio operativo e l’approccio della scuola attiva sono gli unici strumenti validi che possono salvare la scuola di oggi, più della scuola digitale e più di tante altre metodologie innovative e non. Questo perché se non si lavora in gruppo, e i ragazzi non imparano a sviluppare competenze di metacognizione, di problem solving, di metalinguaggio, non sarà possibile affrontare la complessità della società odierna, per cui, è chiaro che tutto ciò che è cooperativo e attivo è assolutamente benvenuto a scuola.

Quella dell’evasione scolastica è senza dubbio una delle maggiori criticità del sistema educativo nazionale . Tra le province della Sicilia il tasso di dispersione scolastica più alto si registra a Palermo, con il 14,71%. Seguono Ragusa (12,42%), Trapani (11,28%), Siracusa (11,27%), Enna (11,02%), Caltanissetta (10.35%), Catania (9,86%), Agrigento (8,19%) e Messina (7,64%), come attestano i dati elaborati dall’Ufficio Scolastico Regionale nel report sul ” Piano della regione contro la povertà educativa”. Quale Dirigente dell’I.C.S. ” Rita Borsellino ” ubicato nel quartiere della Kalza , quartiere ” difficile ” della città di Palermo, con un alto rischio di dispersione scolastica, Le chiedo : quali strategie perché questi indici possano diminuire in positivo al fine di incrementare la frequenza degli alunni nei plessi dei quartieri sofferenti della città di Palermo?

Credo fermamente che l’unica possibilità è quella di attivare percorsi di progettazione partecipata insieme alle famiglie, alle Agenzie del Terzo Settore, rafforzare la comunità educante e quindi il senso di appartenenza, perché da soli non si può andare da nessuna parte. Se funziona la cooperazione ed supporto con il Terzo Settore in un ottica collaborativa è probabile trovare insieme alle Istituzioni Scolastiche strategie valide volte ad implementare concrete e fattive attività contro la dispersione scolastica , solo così i dati statistici potranno variare in positivo. La collaborazione con il terzo settore è determinante al fine di rendere i territori più inclusivi e meno stereotipati. Sarà necessario intervenire fattivamente per scardinare alcune logiche, alcune immagini con cui siamo anche cresciuti, creare nuovi palinsesti, nuove cornici di riferimento di senso, attraverso cui collocare la comunità educativa della scuola e la comunità educante largamente intesa, solo così sarà possibile contrastare la dispersione, non da soli, ma in squadra, come si è già vastamente e positivamente sperimentato già da anni.

Alla Prof.ssa Licia Andaloro docente di sostegno presso la scuola secondaria l’ICS “Rita Borsellino” abbiamo chiesto : com’è nato il progetto?

Sono docente di sostegno al mio primo anno presso l’ICS “Rita Borsellino” . Insegno in una classe estremamente vivace, multietnica e desideravo conquistare la fiducia degli studenti e contestualmente creare una classe dove inclusione facesse rima con coesione. La lettura della graphic novel  “Il mio miglio amico è fascista”, e il successivo incontro con l’autrice Takoua Ben Mohamed, è stata l’occasione che mi ha dato l’imput per creare il progetto teatrale e rappresentare una storia che parla di pregiudizi, di stereotipi, di razzismo, di conflitti con gli adulti che giudicano, discriminano ma anche di scuola, di crescita, di amicizia.

Nella grafic novel l’autrice racconta la sua storia e la sua esperienza dall’arrivo in Italia dalla Tunisia, un vissuto di pregiudizi, bullismo, difficoltà, purtroppo ancora oggi presenti nelle scuole italiane. Il teatro può essere un valido strumento per promuovere percorsi educativi che favoriscono non soltanto un’ educazione alle emozioni, la conoscenza dell’io, ma soprattutto favorire l’integrazione , l’inclusione e la socializzazione per educare al rispetto delle diversità?
In qualità di docente, sostengo che tra le buone pratiche di inclusione la drammatizzazione costituisce senza alcun dubbio una delle più efficaci, poiché attraverso di essa si possono acquisire il sentimento di appartenenza ad un gruppo, il senso della disciplina, l’accettazione dei limiti, la considerazione delle diversità come fonte di arricchimento. Attraverso il coinvolgimento teatrale si possono combattere la timidezza, l’oppositività provocatoria, l’ incapacità di relazionarsi con i coetanei e con gli adulti. Il teatro è, infatti, non solo, uno strumento educativo straordinario attraverso cui veicolare un messaggio, diventare protagonisti di un cambiamento ma anche uno strumento di apprendimento che dà la possibilità di evidenziare il carattere, la presenza di spirito, l’ordine mentale , la capacità di recitazione. Ecco perché ho proposto questo progetto agli alunni del nostro Istituto, e la reazione è stata sorprendente: erano strafelici.

Alla Prof.ssa Maurilia Rizzotto docente di lettere, italiano, storia e geografia e curatrice del progetto abbiamo chiesto: l’ICS “Rita Borsellino” è ubicato alla Kalsa uno dei quartieri più suggestivi, più magici, più contradittori e difficili della città di Palermo. Un quartiere dove culture, tradizioni, costumi, usanze si avversano, si contrastano, e contestualmente si mescolano e si fondono. Come avete scelto ed assegnato i ruoli dei partecipanti alla performance artistica?

Per quanto riguarda i ruoli sono stati assegnati con estrema naturalezza: ogni personaggio sembrava essere costruito ad hoc per i nostri alunni, in uno spazio e in un tempo diversi ma con gli stessi sentimenti e le stesse emozioni: Elvira la protagonista ”ribelle”, Christian il ragazzo esuberante che si scoprirà sensibile, Cristina l’amica dolce sempre disponibile. Il lavoro dell’insegnante non si fonda soltanto sui pilastri della preparazione culturale e della competenza didattica, arricchiti dai necessari titoli di studio, dai corsi di aggiornamento, utilissimi al fine di implementare innovative, valide ed efficaci strategie didattiche. Certamente tutto questo crea un ottimo docente. Ma l’elemento primordiale che costituisce le fondamenta pedagogiche è costituito dal componente più nascosto dell’insegnamento, che è la capacità del docente di instaurare una relazione umana, speciale ed unica tra ciascun alunno e l’ insegnante, dove entrano in gioco le variabili dell’etica, i principi educativi, le regole , il rispetto dell’altro, il rispetto delle differenze. La relazione umana è qualcosa che si costruisce nel tempo, difficile, ma non impossibile. Oggi siamo molto contente del lavoro svolto con i nostri alunni, perché si è instaurato un rapporto bellissimo, e possiamo dire che attraverso l’implementazione di questo progetto  di avere raggiunto l’obiettivo sia in qualità di docenti e sia come Istituzione Scolastica : siamo andati “Oltre le apparenze”.

Gli Arrangiamenti musicali dell’opera teatrale ” Oltre le apparenze
Gli Arrangiamenti musicali del progetto teatrale ” Oltre le apparenze ” sono curati dalla Prof.ssa Maestro Giovanna Pia Ferrara docente di Musica presso l’I.C.S. “Rita Borsellino” compositrice, esperta in musiche etniche e territoriali. Docente di Teoria, Analisi e Composizione, di Storia della Musica, di Direzione di Coro, di Violino , compositrice e arrangiatrice , la Prof.ssa Giovanna Pia Ferrara grazie ai suoi arricchimenti armonici, incisi strumentali, e tonalità musicali multietniche , unitamente alle note del suo violino, contribuirà a diffondere il messaggio di amicizia, antirazzista, di coesione e di pace tra i popoli, perché la musica è una delle arti che realmente unisce i popoli in un unico linguaggio universale senza guardare differenze di razza, lingua e religione.

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