“Il dialetto siciliano: lingua madre, storia, parole, musica”

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Uno spettacolo sulla lingua,  storia,  parole, identità  siciliana 

Scritto da : Redazione

Si svolgerà sabato pomeriggio  8 ottobre 2022 alle ore 18.00 presso il Museo Internazionale delle Marionette, piazza A. Pasqualino 5, Palermo, lo spettacolo culturale dal titolo “Il dialetto siciliano: lingua madre, storia, parole, musica”. Presenterà l’evento Carmen Cutrera. Interverranno  il  prof. Giovanni Ruffino docente emerito di Linguistica Italiana , il dott. Giuseppe Pappalardo , il Maestro Anton Giulio Pandolfo, il Maestro Pierpaolo Petta,  il lettore Santo Grasso. Lo spettacolo  è stato organizzato dall’Associazione Culturale ” Volo”  con il patrocinio del Comune di Palermo e del Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.

Il nostro giornale ha intervistato il Presidente dell’Associazione ” VOLO” , la dott.ssa
Di Francesco Maria :

 

Dott.ssa Di Francesco  Maria come nasce l’idea di questo evento da Lei organizzato?

L’idea è legata alla presenza nell’Associazione  Volo di un socio, il dott. Giuseppe Pappalardo, poeta e cultore del dialetto siciliano, il quale promuove da anni attività volte alla salvaguardia del dialetto, convinto com’è che, se si perde questa lingua, si perde anche un ricco patrimonio immateriale composto di poesie, testi teatrali, canzoni, canti popolari, proverbi, preghiere devozionali, etc.

Lei è il Presidente dell’Associazione “Volo” , di cosa vi occupate, e perché si chiama  “Volo”?

L’Associazione Volo nasce nel 2004 con la finalità di elaborare e promuovere progetti di solidarietà culturale, quali concerti, mostre, convegni , proiezioni di film, in collaborazione con Istituzioni pubbliche e private o con altre Associazioni, al fine di assicurare la tutela ed una corretta fruizione del patrimonio storico, culturale, artistico e ambientale , inteso come “bene “ insostituibile da trasmettere alle generazioni future. La scelta del nome è ispirata all’ idea di libertà che è alla base delle nostre scelte.

Secondo J.K. Bonner, studioso statunitense autore di una grammatica siciliana, il siciliano « non dovrebbe essere considerato un dialetto ma una vera e propria lingua, in quanto ha un suo proprio vocabolario, grammatica e sintassi, nonché una storia e influenze storiche diverse dall’italiano ». Lei cosa ne pensa?

Il dialetto siciliano è una “lingua” perché serve ad esprimersi e a comunicare. Tuttavia il siciliano non ha le caratteristiche della lingua italiana, che ha uno “standard” insegnato nella Scuola e usato uniformemente in tutta la Penisola. In realtà, il siciliano è composto di tante varietà di dialetto che sono diverse, e talvolta molto diverse, fra loro. Per cui non si può pensare a una grammatica applicabile in tutte le zone della Sicilia. Non c’è dubbio, comunque, che il siciliano è una lingua letteraria con una tradizione di oltre otto secoli.

L’evento di sabato 8 ottobre p.v. si svolgerà presso il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, museo fondato nel 1975 dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, che ospita marionette, burattini, ombre, automi e macchine sceniche provenienti da tutto il mondo, una collezione di oltre 5.000 opere . Le chiedo, nell’era della tecnologia, della globalizzazione, sono molti i mezzi utilizzati per diffondere, riscoprire e valorizzare la storia delle tradizioni popolari siciliane, come far apprezzare ai giovani i preziosi tesori culturali che racchiudono la nostra identità siciliana?

I giovani possono essere invogliati ad apprezzare i tesori culturali della loro terra solo se si rendono conto che, oltre ad essere europei e italiani, sono anche siciliani. In altri termini, i giovani devono recuperare il valore della loro identità di siciliani. È un compito arduo, il promuovere questo recupero, ed è un compito che attiene principalmente alla Scuola. La mia Associazione, con lo spettacolo del 8 ottobre al Museo delle Marionette, si muove proprio sulla linea della salvaguardia del dialetto, della sua cultura e delle sue tradizioni.

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