Scritto da : Maria Concetta Cefalu’

Si svolto ieri pomeriggio a Palermo l’incontro dal titolo “Patti chiari, per imprese forti”, organizzato dall’ Agenzia delle Entrate e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con Sicindustria, Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi (Uncat) e Ordine dei Dottori Commercialisti del capoluogo, per far conoscere l’istituto dell’adempimento collaborativo alle imprese siciliane.

L’evento è stato aperto dal Presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, dal Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, in collegamento, e dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone. Hanno partecipato anche Luigi Vinciguerra, Capo del III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza, Angelo Cuva, Vicepresidente dell’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi, e Nicolò La Barbera, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Palermo.

Molto significativo e propositivo  l’intervento del prof.re Angelo Cuva , intervenuto  nell’ambito della  tavola rotonda – moderata dalla caporedattrice di “Norme e Tributi” del Sole 24 Ore, Maria Carla De Cesari – insieme a  rappresentanti delle istituzioni e di alcune realtà del mondo imprenditoriale.

Angelo Cuva, Vicepresidente dell’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi ha dichiarato : ” E’ assolutamente opportuno promuovere questo istituto da estendere il più possibile – nel nostro contesto regionale – nella sua applicazione opzionale prevista dall’art 7-bis del D.lgs. 221 del 2023 per i soggetti che non possiedono i requisiti richiesti dalla norma istitutiva, elevando la logica sottostante a principio generale che deve caratterizzare i rapporti tra Contribuente e Amministrazione Finanziaria”. Lo stesso ha poi aggiunto : ” E’ necessario attivare una forte azione di informazione e sensibilizzazione e poi di formazione delle imprese del nostro territorio e dei loro professionisti volta ad evidenziare i vantaggi e le rilevanti opportunità della Coopertive compliance tenendo però conto della specificità del nostro tessuto economico e della dimensione delle aziende siciliane che hanno bisogno di essere accompagnate in questo virtuoso ma delicato percorso”. Nell’ottica della più ampia e possibile estensione dell’istituto alla nostra realtà regionale e alle sue micro imprese, il Prof.re Cuva ha proseguito  lanciando   una proposta che prevede di implementare l’ attività di supporto e informazione, evidentemente con gli opportuni adeguamenti, anche nei confronti di coloro che vogliano avvalersi del regime opzionale previsto dal citato art 7 bis del d.lgs. 221 del 2023. Il Vicepresidente dell’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi, Cuva in chiusura   ha affermato  : ” Comprendiamo che non è semplice, ma la realizzazione di questo evento da parte dell’Agenzia testimonia una sensibilità ed una attenzione che ci fa sperare che delle iniziative in tale direzione possano essere attivate manifestando in tale ambito, come Associazioni Professionali, la massima collaborazione”.

Infatti lo stesso titolo del convegno, “Patti chiari, per imprese forti”, esprime il principio fondante dell’adempimento collaborativo che altro non è che la volontà di promuovere una relazione trasparente e strutturata tra imprese e Amministrazione finanziaria, basata sul confronto preventivo, sulla fiducia reciproca e sulla certezza del diritto.

L’istituto dell’adempimento collaborativo 
L’istituto dell’adempimento collaborativo, noto anche come cooperative compliance, è stato introdotto in Italia (Dlgs n. 128/2015) con l’obiettivo di promuovere un nuovo modello di cooperazione trasparente e preventiva tra fisco e contribuenti. Rivolto alle imprese dotate di un sistema strutturato di gestione e controllo del rischio fiscale, prevede un dialogo costante finalizzato a individuare e risolvere in anticipo le potenziali situazioni di rischio, contribuendo così a rafforzare la certezza del diritto e l’affidabilità del sistema tributario. La soglia dimensionale per l’accesso è stata negli anni progressivamente ridotta fino a includere, dal 2024, i soggetti con volume d’affari di almeno 750 milioni di euro, 500 milioni dal 2026 e di almeno 100 milioni di euro a partire dal 2028, quando la platea potenziale sarà di oltre 11mila aziende a livello nazionale.

 

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