Scritto da : Giovanna Pia Ferrara
Riprese : Maria Concetta Cefalu’

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Si è tenuta lunedì 1 dicembre   presso la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate di via W. Konrad Roentgen a Palermo la cerimonia di inaugurazione della sala “Rosario Livatino”, magistrato ucciso dalla mafia nel settembre del 1990. Prima di entrare in magistratura, Livatino era stato vicedirettore dell’Ufficio del registro di Agrigento. Alla cerimonia hanno preso parte il Sostituto procuratore nazionale Antimafia e antiterrorismo, Nino Di Matteo, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone,  in collegamento il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, Dirigenti e Funzionari dell’Agenzia delle Entrate, Sindacati, il Prof.re Angelo Cuva Vicepresidente dell’Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi,  Docente di Diritto Tributario presso UNIPA.

Dall’Ufficio del registro alla carriera in magistratura 
Nel 1975, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza all’Università di Palermo, Livatino inizia la sua carriera come vicedirettore dell’Ufficio del registro di Agrigento, un incarico che gli permette di crescere sia sul piano professionale che umano. Tuttavia, nel luglio del 1978, quando riceve la notizia dell’avvio della sua carriera come magistrato, Livatino si sente profondamente dispiaciuto di dover abbandonare quel contesto e le persone con cui aveva condiviso quella parte della sua vita. Nel 1979 viene nominato sostituto procuratore presso il Tribunale di Agrigento, dove inizia a condurre indagini meticolose sulla criminalità organizzata, affrontando casi complessi con grande serietà e imparzialità. Nel 1989, la sua carriera prosegue con la nomina a giudice penale.
Purtroppo, il 21 settembre 1990, mentre si stava recando lungo la strada statale Agrigento-Caltanissetta, la sua auto viene speronata. Livatino tenta di fuggire a piedi, ma viene raggiunto da quattro sicari che lo uccidono. Gli assassini sono stati identificati e condannati. Il 9 maggio 2021, in riconoscimento del suo sacrificio e della sua vita esemplare, Rosario Livatino è stato proclamato Beato.

Le parole del direttore Carbone 
Intitolando questa sala al beato Rosario Livatino – ha detto il direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone – “non vogliamo compiere semplicemente un gesto simbolico fine a se stesso. Vogliamo consegnare a chi ogni giorno varcherà questa soglia – colleghi, ma anche cittadini – un messaggio che nessun gesto di violenza potrà mai cancellare”. La targa apposta all’ingresso della sala recita: “La sua vita è stata testimonianza di unione profonda tra Fede e Giustizia. Il suo esempio sia seme fruttuoso di speranza e coraggio e illumini il cammino di chi ogni giorno con il proprio impegno serve lo Stato”.

 

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