Scritto da : Giovanna Pia Ferrara

Venerdì 20 marzo 2026, alle ore 15.00 nella Sala Pio La Torre dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’associazione EMILY presenta il suo secondo corso di formazione politica con un titolo che è già un programma: “Dalla Città subita alla Città desiderata”. Una sfida aperta a chiunque voglia smettere di abitare la città passivamente e cominciare a trasformarla.
Un percorso che unisce professioni e saperi.
Il corso nasce da una rete ampia e radicata nel territorio. EMILY lo organizza in partenariato con il Dipartimento di Scienze Psicologiche SPPEFF dell’Università di Palermo, con il contributo scientifico del professor Gioacchino Lavanco, insieme alla Newbookclub Community Lab APS, al Centro Siciliano Sturzo e ai Centri Ma’Ma. Gli Ordini degli Assistenti Sociali, degli Architetti e degli Avvocati hanno riconosciuto i crediti formativi per gli incontri in programma, confermando il valore professionale del percorso.
Dopo i saluti dell’onorevole Antonello Cracolici, Presidente della Commissione Antimafia dell’ARS, il programma sarà presentato da Milena Gentile, Presidente dell’Associazione EMILY, e da Gioacchino Lavanco, Ordinario del Dipartimento SPPEFF. Partecipa anche lo scrittore Roberto Alajmo, tra le voci più attente e originali nella lettura della città di Palermo.

Il corso
Il corso è rivolto a giovani e meno giovani, universitari/e, professionisti/e, amministratori/trici e appassionati/e di politica.  ” In molte città italiane, e in modo particolare nelle realtà urbane del Sud e della Sicilia” afferma Milena Gentile Presidente di Emily, ”  si avverte con sempre maggiore urgenza la necessità di spazi, servizi e politiche che favoriscano l’inclusione sociale, una governance efficace della partecipazione civica e la piena realizzazione dei diritti per tutte e tutti. Una necessità che diventa tanto più pressante quanto più crescente è il senso di straniamento prodotto dalle città che abitiamo, come tante e tanti intellettuali ci hanno insegnato a vedere. Ma la capacità di costruire comunità di vicinato e di ristabilire una necessaria connessione sentimentale con la città, necessità sentita prevalentemente dalle donne, in realtà è un’esigenza che va oltre il genere e che, sviluppata, potrebbe dar vita a quel cambiamento che auspichiamo tutte e tutti per le nostre città”. Palermo, con la sua storia millenaria, la vivacità culturale e un tessuto sociale ricco di potenzialità, rappresenta un esempio significativo di questa complessità urbana, ma continua a confrontarsi con sfide legate alla accessibilità dei servizi, alla mancanza di spazi di condivisione, alla connessione tra diverse aree della città e alla piena inclusione e valorizzazione di tutte le componenti della comunità cittadina. Le sacche di emarginazione e la mancata esigibilità dei diritti fondamentali inevitabilmente genera insicurezza e criminalità. In questo quadro si inserisce un dato strutturale spesso rimosso dal dibattito pubblico: l’assenza del pensiero delle donne nelle politiche pubbliche. Nelle grandi città i processi di riconoscimento pubblico e la rappresentanza politica e professionale delle donne, focus da sempre particolarmente caro a EMILY, negli ultimi anni ha fatto passi avanti ma difficilmente ne riconosciamo segni evidenti e duraturi, probabilmente perché il rigido sistema in cui si inserisce l’azione femminile è resistente al cambiamento e tende a replicarsi all’infinito uguale a se stesso. La discussione collettiva continua a seguire logiche falsamente “neutre”, quindi maschili, e di conseguenza anche i bisogni ai quali le politiche pubbliche dovrebbero rispondere sono bisogni falsamente “neutri”, quindi maschili. Al contrario, il mondo dei movimenti e delle associazioni è prevalentemente animato da donne che in tanti momenti della storia di Palermo hanno fatto la differenza.

Obiettivo del corso
Il corso di formazione politica vuole mettere a disposizione per chi partecipa la possibilità di confrontarsi con letterati, studiosi e intellettuali e con il loro sguardo sulla città, “diverso” rispetto a quello di chi pratica le scelte politiche, non disgiunto dal dialogo con le realtà professionali e con chi si spende quotidianamente nel rilancio delle realtà urbane dei quartieri più marginali, a prescindere dal ruolo ricoperto o ambito. Il corso prevede, infatti, attraverso percorsi esperienziali e di confronto, il coinvolgimento di attori istituzionali, professionali e associativi capaci di collegare l’elaborazione teorica della città come spazio del possibile alle sfide concrete di una città ostaggio di una programmazione discontinua e di una sempre maggiore disaffezione di chi la vive.

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