Interviste : Maria Concetta Cefalu’
Montaggio e riprese : Giovanna Pia Ferrara
Scritto da : Giovanna Pia Ferrara

Nel pomeriggio di giovedì 26 marzo 2026, Brancaccio si è stretta attorno a un segno concreto di speranza e solidarietà con l’inaugurazione e la benedizione del “Cubo della Salute”. Un momento carico di emozione, che ha visto accanto alle autorità civili e militari – tra cui Guardia di Finanza, Carabinieri e Vigili Urbani – consiglieri comunali, volontari del Centro di Accoglienza Padre Nostro, associazioni locali e numerosi cittadini, tutti uniti nella gioia di vedere la comunità rafforzata da un servizio così innovativo e vicino alle persone.

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A dare i saluti e i ringraziamenti il Presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, Maurizio Artale, che ha sottolineato il costante impegno del Centro nel rispondere concretamente ai bisogni della comunità di Brancaccio, portando avanti ogni giorno attività e servizi a sostegno delle fasce più fragili, in piena continuità con il disegno e la missione del Beato Giuseppe Puglisi.
In rappresentanza del Sindaco Prof.re Roberto Lagalla ed a portare i suoi saluti l’Assessora Mimma Calabrò  , con deleghe e competenze:  alle Politiche sociali, assistenza sociale e sociosanitaria, sostegno alle disabilità, contrasto alle povertà, politiche di genere e pari opportunità, gestione delle emergenze sociali relative alla povertà estrema, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa per il territorio e l’importanza di rafforzare i servizi di prossimità.
Significativo è stato l’intervento di Fabrizio Pacifici Presidente della Fondazione Aiutiamoli a Vivere ONG/ETS, ente donatore del Cubo della Salute, che ha sottolineato il valore del progetto e il suo impatto nei contesti più fragili, evidenziando come questa iniziativa porti un aiuto concreto alle comunità in difficoltà. La Fondazione ha anche donato al Centro di Accoglienza Padre Nostro un’icona della Madonna, simbolo di protezione e cura per tutta la comunità. La benedizione del Cubo è stata affidata al parroco della Chiesa di San Gaetano Maria SS. del Divino Amore di Brancaccio, Don Sergio Ciresi, che, con parole cariche di spiritualità e preghiera, ha invocato protezione, salute e speranza su tutti coloro che utilizzeranno il Cubo, trasformando l’inaugurazione in un momento di raccoglimento e grazia condivisa per l’intera comunità.
L’innovativo ambulatorio mobile di telemedicina è stato installato presso il poliambulatorio di prossimità di via San Ciro 23 e rappresenta un importante passo avanti per l’assistenza sanitaria territoriale.
Un aiuto concreto per chi ha più difficoltà
Il “Cubo della Salute” nasce con un obiettivo chiaro: garantire accesso alle cure anche nei territori in cui ottenere assistenza sanitaria è complesso, soprattutto per le famiglie che vivono situazioni di disagio socio-economico.
Si tratta di una vera e propria unità sanitaria mobile, progettata per offrire servizi diagnostici di base e prestazioni sanitarie a distanza attraverso la telemedicina. Un modello innovativo che consente di superare le barriere geografiche e sociali, portando la medicina direttamente nei luoghi dove è più necessaria.

Come funziona il Cubo della Salute
Il Cubo è dotato di una piattaforma tecnologica avanzata che permette al paziente di essere visitato da remoto da medici di medicina generale, specialisti o strutture ospedaliere.
All’interno della struttura è sempre presente un assistente sanitario che:
• attiva il collegamento con il medico;
• supporta il paziente durante la visita;
• facilita l’utilizzo degli strumenti diagnostici.
Grazie a questo sistema, il medico può visualizzare in tempo reale i parametri clinici del paziente, come pressione arteriosa, saturazione, temperatura e tracciato ECG, oltre a immagini diagnostiche ottenute tramite dispositivi integrati.
Non si tratta quindi di una semplice videochiamata, ma di una prestazione sanitaria completa, con strumenti certificati, protocolli precisi e trasmissione sicura dei dati.

Una tecnologia già testata in contesti complessi
Il progetto ha già dimostrato la sua efficacia in ambito internazionale. Il primo “Cubo della Salute” è stato infatti installato presso l’ospedale di Yasinia, in Ucraina, dove è stato utilizzato anche in un contesto segnato dalle difficoltà della guerra.
La sperimentazione è stata possibile grazie alla collaborazione con l’équipe del professor Carlo Ventura, punto di riferimento per la medicina rigenerativa dell’Istituto Nazionale delle Biostrutture e dei Biosistemi di Bologna, in sinergia con l’Ospedale Sant’Orsola.
Questa esperienza ha dimostrato come il sistema sia in grado di operare efficacemente anche in contesti emergenziali e in territori con limitata disponibilità di servizi sanitari.
Uno sguardo al futuro
Il “Cubo della Salute” rappresenta un modello innovativo di assistenza territoriale, in grado di:
• ridurre i tempi di accesso alle cure;
• garantire diagnosi tempestive;
• collegare territori periferici con centri di eccellenza medica.
Un’iniziativa che unisce tecnologia e solidarietà, e che promette di migliorare concretamente la qualità della vita di molti cittadini.
Brancaccio diventa così un esempio virtuoso di come l’innovazione possa essere messa al servizio della comunità, trasformando un bisogno in opportunità.

 

 

 

 

 

 

 

 

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