Scritto da : Redazione
Giovedì 26 marzo 2026, alle ore 16:00, la cittadinanza e la comunità di Brancaccio in particolare è invitata all’inaugurazione e alla benedizione del Cubo della Salute, un ambulatorio mobile per la telemedicina donato al Centro di Accoglienza Padre Nostro dalla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere ONG/ETS”, presso il poliambulatorio di prossimità di via San Ciro n. 23 A/B/C/D, Palermo.
Il Cubo della salute rappresenta un “aiuto” concreto di assistenza nei territori in cui l’accesso alle cure è complesso, soprattutto per le famiglie che vivono disagi socio-economici.
Il cubo della salute è uno degli strumenti a disposizione della telemedicina dotato di una piattaforma tecnologica integrata che consente al paziente di essere visitato da remoto dai medici di medicina generale, specialisti o strutture ospedaliere, con il supporto di un assistente che attiva il collegamento e facilita le operazioni cliniche. L’assistente, in servizio presso l’ambulatorio territoriale, procede ad attivare il collegamento e rimane a disposizione del medico per le operazioni necessarie; il medico, infatti, può vedere in tempo reale i valori clinici del paziente, come la pressione, la saturazione, la temperatura o il tracciato dell’ECG, e può anche osservare immagini diagnostiche provenienti dagli strumenti presenti nel Cubo.
Il Cubo della Salute, quindi, rappresenta una vera e propria prestazione sanitaria, con strumenti certificati, protocolli precisi e trasmissione sicura dei dati.
Questo innovativo strumento è già stato sperimentato, e ha prodotto risultati importanti, all’Ospedale di Yasinia in Ucraina, la cui sperimentazione è avvenuta grazie al supporto del collegamento diretto con l’equipe italiana del Prof. Carlo Ventura, ricercatore di riferimento per la Medicina Rigenerativa dell’INBB (Istituto Nazionale delle Biostrutture e dei Biosistemi) di Bologna, in collaborazione con l’Ospedale Sant’Orsola.
Siamo sicuri che gli stessi effetti benefici si riverseranno sulla nostra comunità, garantendo uno dei servizi tanto agognati dal nostro fondatore, il Beato Giuseppe Puglisi, che voleva una Brancaccio che venisse incontro alle necessità della sua gente.
